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SOLO SOLDI ASSICURATI
SOLO SOLDI ASSICURATI
Prezzo
€ 15,00
Dati
238 pagine • formato 140x210
Lingua
italiano
ISBN
978-88-6497-029-5

La scommessa più importante Rien ne va plus. I giochi sono fatti, nell’azzardo si perde.
Tutto e sempre. L’ossessione della sfida corrode desideri, relazioni, vite. Un delirio di onnipotenza che alterna all’ebbrezza della vincita il baratro di sentirsi perduti come quei soldi, tanti, troppi lasciati sopra un tappeto verde, dentro una slot machine, una sala scommesse, tra gli ippodromi di mezza Italia. E che può farti finire in una cella.
La scrittura fa bene, può rimettere in gioco. Un bel gioco, stavolta, capace di far riemergere quel minimo di consapevolezza di se stessi necessaria per vivere sul serio. Le parole sbucano dalla mente, l’unica a non essere ristretta dietro le sbarre e cercano l’inchiostro per riempire trentacinque quaderni scritti fitti fitti nelle infinite giornate della detenzione. Le righe da scuola elementare fanno fatica a contenere il solco deciso di una grafia densa che racconta tanta vita.
Nasce così ‘Solo soldi assicurati’. Ha sempre sognato in grande, Paolo Pennacchione. La sua forza e la sua trappola, perché sognare troppo può costare molto caro, far perdere il senso delle relazioni e delle cose.
In fondo i desideri di ogni uomo e donna, su questa terra, sono gli stessi, poi è questione di scelte, incontri, debolezze e tenacia, frustrazioni e conquiste. Il rosso e il nero, gli alti e bassi che fanno incontrare, nelle sue giornate, la sincera devozione a Sant’Antonio da Padova ed una serie infinita di rapine in banca, la cura degli affetti più cari e la voglia ossessiva di vivere sopra le righe. Con una litania di fondo, “Solo soldi assicurati”, per non spezzare del tutto quel minimo di etica racchiusa in un paradossale codice di condotta che esclude dal bottino i soldi non registrati o che fa rinviare il colpo se allo sportello ci sono donne, anziani e bambini.
La fine è nota, Pennacchione è dentro. Ma non smette di pensare al futuro, a ciò che ha perso, a quello che può riprendersi dopo. Quel dopo che è un’altra scommessa, la più importante della sua vita, la più difficile perché sfugge ad ogni calcolo di probabilità e non dipende dalla tempra di un cavallo. Dopo c’è anzitutto lui, la sua forza di volontà, la fatica di fare davvero i conti con la propria fragilità per riassaporare la bellezza della vita semplice, ordinaria, faticosa per tutti e lontana dalle facili scorciatoie. Queste pagine sono nate anche per questo. Per dirci, dentro o fuori che siamo, che c’è sempre un dopo e che scommetterci, ogni volta, vale la pena … anche quella da scontare in una prigione.

Laura Mandolini

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